Cerignola conta 57.366 abitanti e ha una superficie di 593,46 chilometri quadrati per una densità abitativa di 96,6 abitanti per chilometro quadrato. Gli abitanti sono distribuiti in 18.516 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,10 componenti. Sorge a 120 metri sopra il livello del mare.
Un po' di Storia.
La testimonianza cartacea più antica sulla città è un documento del Codice Diplomatico Barese, risalente al 1150, che riferisce di una “domum Malgerii Cidoniole”. Ma una testimonianza architettonica addita una datazione di almeno due secoli anteriore: la Chiesa Madre, il cui impianto originario sembra rimandare almeno al X secolo. Il Quaternus excadenciarum Capitanatae, fatto compilare da Federico II nel 1249, e altri documenti del Codice Diplomatico Barese delineano la Cerignola del XIII secolo. Un castello circondato da un fossato, poche case in una cinta muraria, scarsa popolazione con qualche “sire”, “notaio”, “giudice”: feudo degli Angioini che la cedono a Simone de Parisiis - primo feudatario di Cerignola nel 1271 - e poi a Bertrando Artus, Ugone de Vicini, Giovanni Pipino, Nicolò Pipino e, nel 1418, a ser Gianni Caracciolo.
Il 28 aprile 1503 vede Cerignola - piccolo borgo abitato da 350 famiglie circa - teatro di una battaglia campale tra Francesi e Spagnoli, risoltasi con la vittoria dei secondi, conclusiva di una guerra per il dominio sull’Italia meridionale. Questo secolo registra la lenta crescita della città - fuori del borgo medioevale - verso sud (Piano delle fosse granarie, Chiesa del Purgatorio e Palazzo del Gesù) e verso est (conventi dei Carmelitani e dei Conventuali), e un discreto sviluppo demografico con una popolazione che supera le 3.000 unità.
Nel ’600 nuovi signori si alternano nel dominio sulla Terra: i Pignatelli di Monteleone, i Pignatelli di Bisaccia, e il conte d’Egmont. Il “tavolario” Sabatini - nel suo apprezzo del 1672 - descrive la città e la sua espansione verso sud. Crescono gli edifici religiosi (chiese e conventi dei Domenicani e dei Cappuccini): ma il numero degli abitanti regredisce a 1300.
Nel XVIII secolo siccità, invasioni di bruchi, terremoti - fra cui quello rovinoso del 1731 che danneggia strutture ecclesiastiche e abitazioni private - ma anche un nuovo incremento demografico che attesta la popolazione a quota 10.000. Costantino Manni redige un nuovo apprezzo della città, nel 1758, descrivendo minuziosamente i luoghi, i costumi, l’economia cittadina.
Con l’abolizione della feudalità nei primi anni del XIX secolo - e con l’abolizione della Dogana della mena delle pecore, che aveva condannato per secoli il Tavoliere a privilegiare la pastorizia piuttosto che l’agricoltura - anche Cerignola rinasce a nuova vita. La forte immigrazione dai paesi limitrofi e dal barese porta la popolazione a 25.000 unità, qui attirate dalle imponenti trasformazioni agrarie avviate dalla casa ducale La Rochefoucauld e dalla famiglia Pavoncelli, che impiantano rispettivamente 3100 e 2500 ettari di vigneto.
La città prosegue la sua espansione verso est, lastrica piazze e strade, si arricchisce - spesso grazie a lasciti di benefattori - del Teatro Mercadante, della Scuola Agraria, dell’Ospedale Tommaso Russo, della stazione ferroviaria. E vede nascere il maestoso Duomo Tonti.
Dà i natali al filologo Nicola Zingarelli, al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, all’onorevole Giuseppe Pavoncelli; adotta il compositore Pietro Mascagni.
Il XX secolo vede un ulteriore accrescimento della popolazione della città - 50.000 unità già negli anni 50 - una conferma della sua preminente vocazione agricola - con un agro di 60.000 ettari coltivati a cereali, vite e olivo - lo sviluppo di nuove attività artigianali e industriali.
Arte e cultura:
I luoghi di interesse di Cerignola sono: la Chiesa di S. Francesco, l'antica Chiesa Madre, di stile gotico-romanico, dotata di sei caratteristiche cupole; il borgo medioevale, la tua Terra Vecchia, con le sue viuzze, i “bassi” e le abitazioni “a vignale” ; il Piano delle Fosse Granarie, ultima testimonianza di una modalità di conservazione del grano tipica della Capitanata, e millenario retaggio di altri popoli del Mediterraneo; il Duomo Tonti, maestosa cattedrale – aperta al culto nel nel 1934, ma la cui cupola riecheggia la cinquecentesca S. Maria del Fiore di Firenze – voluta da un benefattore concittadino; Torre Alemanna, ultima residenza fortificata – in Puglia – dell’Ordine Teutonico, con annesso complesso cinquecentesco; il Museo Etnografico Cerignolano, con materiale pertinente antichi mestieri e tradizioni religiose; il Museo del Grano, dedicato monotematicamente alla coltura, conservazione e trasformazione di questo cereale.
Si ringrazia per la collaborazione l'assessorato alla cultura di Cerignola ed il Centro Regionale Servizi Educativi e Culturali FG34
|